
Parco del Tevere a Magliana
- Menzione speciale al Premio Nazionale "Sterminata bellezza" 2014 — Parco del Tevere a Magliana.
- Premio per le Buone Pratiche per la Rigenerazione Urbana, III Biennale dello Spazio Pubblico 2015
- Menzione al City&Brand Landscape Award 2017 — categoria "City landscape: parchi, giardini, spazi verdi e di connessione nella città densa".
- Luogo
- Argine del Tevere fra ponte Marconi e ponte della Magliana, quartiere Magliana, Municipio XV, Roma (RM)
- Anno
- 2011–2014
- Committente
- Comune di Roma — Dipartimento delle Periferie (progetto definitivo) e Municipio XV (progetto esecutivo e direzione lavori)
- Dimensione
- 9 ha ca. (interventi concentrati su 2,5 ha)
- Importo
- 549.510 € (totale dei tre lotti)
La Magliana è cresciuta densa e senza spazi pubblici, addossata a un argine che i suoi abitanti percepivano come una parete. Dietro quell'argine scorre il Tevere, con una golena in trasformazione continua, dove la vegetazione ripariale cambia di stagione in stagione e le piene rimescolano tutto. Il parco nasce da una richiesta degli abitanti, che chiedevano di poterci arrivare.
Il tema è la misura dell'intervento. Un ecosistema fluviale non si tratta come un giardino pubblico, né per come lo si usa né per come lo si mantiene: la scelta è stata di concentrare le opere su una porzione ridotta, la più degradata, e di limitarsi altrove alla pulizia e alla potatura, lasciando che il resto resti fiume.
Sull'argine, scale e una rampa accessibile alle carrozzine e alle biciclette aprono il passaggio dal quartiere alla golena, mentre il percorso ciclabile esistente viene sistemato; l'asfalto della pista è fatto con pneumatici riciclati e le rampe con un materiale interamente drenante. In basso un anfiteatro con pavimentazione accoglie feste, spettacoli e getti d'acqua per giocare. Il troppo pieno di un'idrovora, che sarebbe stato un manufatto tecnico da nascondere, è invece mascherato da un sistema di vasche di fitodepurazione: l'acqua viene filtrata prima di tornare nel Tevere e nel frattempo il giardino d'acqua si può guardare. Una pergola porta pannelli fotovoltaici da cinque a sette chilowatt.
Nel parco sono state piantate specie ripariali, palustri e acquatiche, e da allora vi sono state osservate donnole, rane, libellule, germani reali e istrici. La gestione è stata avviata con un laboratorio di manutenzione tutorato per un anno, insieme alle associazioni del quartiere.















